lunedì 30 maggio 2016

Il punto di vista del mio lunedì


Eccomi qui.
Lunedì è il giorno degli inizi, del ricominciare.
Lunedì è il giorno che fa figo odiare online perché è il giorno più lontano dalla prossima, probabile quanto laconica, pausa dal lavoro.
Ma non dalla vita, che mal volentieri accetta il tasto pausa.

lunedì 11 aprile 2016

Fare a botte il sabato mattina?



Mi sveglio alle 5,30 di sabato per prendere un treno destinazione Milano.
Solo questa frase racchiude già un giramento di coglioni che mollami.

giovedì 16 aprile 2015

Perché odio la nuova piscina comunale di Asti

di Bastien Vivès da "Il gusto del cloro", un piccolo gioiello intimista francese a tema

Dopo un tot di mesi di chiusura per lavori e solo un mese di ritardo sul previsto, la piscina comunale di Asti riapre al pubblico. A me è scaduto l'abbonamento della palestra e siccome nel prossimo mese sarà un po' in giro, ho deciso di fare una tessera da quindici ingressi in piscina.

Premessa doverosa: io nella vita sono uno sceneggiatore, un commerciante e un editor. In altre parole, sono un rompicoglioni di professione.

mercoledì 4 marzo 2015

Andrà tutto bene



L'ultima settimana è stata emotivamente strana.
Simile a un giro su quelle montagne russe dove ti diverti un sacco, ma poi hai mal di stomaco. Ecco, io però ho fatto il contrario: sono andato sulle montagne russe con il mal di stomaco. Così... per portarmi avanti con il lavoro. La verità è che la corsa mi ha fatto dimenticare il dolore, aiutandomi a tornare in pista.

mercoledì 25 febbraio 2015

50 cose che ho capito da 50 sfumature di grigio


Era una domenica come tante altre.
In quanto tale, volevo andare al cinema.
L'idea era Birdman (sì, prima degli Oscar!), ma
 non c'era e da buon tossico desideravo una pellicola che mi risciacquasse il cervello per due ore. La mia ragazza non mi ha portato a veder Jupiter, forse intuendo dal mio copioso salivare, l'unica ragione per cui QUALCUNO potrebbe vedere quel film: Mila Kunis. Mi spiace Mila... ci resterà sempre l'home video!

Posso quindi affermare di non essere andato a vedere 50 sfumature di grigio contro la mia volontà e di non aver subito minacce o abusi... che, ammettiamolo, visto il tema trattato è quasi un po' una sconfitta.
Ma ci si è divertiti parecchio durante il film e abbiamo anche portato a casa innumerevoli perle di saggezza utili nella vita quotidiana. Un vero e proprio film di formazione.
N.B. Quanto segue è stato scritto "con grande umiltà e con la massima ironia".

venerdì 13 febbraio 2015

Hangover skiing



Smaltire un post-sbronza andando a sciare non è tra i sistemi più quotati, ne' economici, ma posso assicurarvi che funziona.
Aria fresca, esercizio fisico, bestemmia libera nelle valli... insomma, un bel posticino dove sfogarsi e farsi passare il mal di testa.
Certo... due caffè neri e una colazioni dei campioni, aiuta.

E pensare che mi ero ripromesso di non farlo... bere, intendo...

lunedì 20 ottobre 2014

"L'Aquila 3.32", il libro BeccoGiallo che non ti aspetti


Fu un anno e mezzo fa.
A Maggio, durante il Salone del Libro di Torino del 2013.


Io e il mio socio, Luca Amerio, volevamo realizzare un secondo libro con la BeccoGiallo. Il primo, Il Caso Calvi, era andato molto bene e, forti di quel successo, volevamo fare qualcosa di nuovo e diverso.

Al Salone facemmo un brainstorming con Guido Ostanel, uno dei due capoccia della casa editrice, presentando un po' di idee.

Alcune erano senza tempo...

-
Mani pulite: … vabbè, non è che ci sia poi molto da aggiungere.

-
Le colpe di Rovetta: molti di voi non lo sanno, ma ogni anno a Rovetta (BG) si svolge una manifestazione fascista in memoria della Legione Tagliamento, una banda di assassini in camicia nera. 
La vicenda si sposa a dinamiche politiche e anche narrative, visti i personaggi coinvolti (due esempi: Padre Tam, prete sconsacrato in camicia nera, che ogni anno presiede la cerimonia benedicendo i caduti in nome "del Padre, del Figlio e di Benito Mussolini"; Il Moicano, sanguinoso ufficiale inglese paracadutato sulle valli bergamasche per coordinare la resistenza locale, mandante della fucilazione della Legione.)

- Le Bestie di Satana: anche in questo caso, un fatto di cronaca nera recente e quanto mai adatto a una trasposizione narrativa.
Altre idee invece erano più vicine al concetto di instant book. Uno era la biografia di Nelson Mandela (all'epoca ancora vivo, ci tengo a precisare), l'altro era sull'eternit di Casale.
Per svariate ragioni, nessuna di queste proposte funzionò. Ne parlammo per un po' e, ammettiamolo, nessuno era troppo convinto.
Poi Guido se ne uscì con:

- Ma... e L'Aquila?
Con quel tono da
 “toh, ora che mi sovviene...” che cade un po' dall'alto.
Io e Luca ci guardammo con la faccia tipica dello studente impreparato all'interrogazione. Quell'espressione da "Ah, ma bisognava anche studiare pagina ventordici?"
Anni di improvvisazioni vennero in nostro soccorso e approfondimmo l'idea nella mezz'ora successiva.
La BeccoGiallo aveva in mente questo titolo da un po' e non aveva trovato nessuno che lo realizzasse. Noi avevamo dimostrato di cavarcela su terreni difficili e questa era la nuova sfida.
Tutti i lavori creativi richiedono una spaventosa mole di elasticità mentale e un'ottima capacità d'adattamento. Così riflettemmo sul da farsi: lavoro di ricerca, letture, video, contatti locali e, infine, visita sul posto, con interviste e foto. A fine Ottobre ci ritrovammo con il materiale necessario. Era tutto pronto?
Nulla di più lontano! Ci mancava ancora il disegnatore e, dettaglio non trascurabile, ci mancava completamente la sceneggiatura.
C'era un soggetto di massima... che però non era nulla in più di un compitino. Cioè... avevamo scritto esattamente quello che ci si aspetterebbe da un libro del genere. Per noi non era accettabile!
Io e Luca, ascoltando i racconti degli aquilani, ci eravamo ripromessi che avremmo realizzato questo libro solo se avessimo potuto fare la differenza... che per noi significava:
- sperimentare a livello tecnico (più di quello che avevamo già fatto in precedenza);
- far emozionare profondamente il lettore;

- rendere il libro accessibile al maggior numero di persone possibili.
Questi erano i nostri goal. E li abbiamo sempre tenuti a mente.
C'era però un problema... le prime tavole che abbiamo sceneggiato, non funzionavano. Erano fredde, meccaniche e senza pathos. Dovevamo emozionare con una storia il cui esito era già scritto e trasmettere quella sensazione di perdita che il lettore non aveva mai provato... se no, il nostro lavoro sarebbe stato inutile.Capimmo che lavorando con storie vere, non ci sentivamo abbastanza liberi sul fronte narrativo. Ci serviva la fiction.
Si trattava di introdurre una componente aliena nella vita editoriale della casa editrice... ma quanto mai indispensabile a noi per veicolare tutto ciò che c'era da dire. Creammo personaggi di finzione dalle varie suggestioni ricevute, meno complessi di quelli reali, più facili da muovere e con un percorso che eravamo liberi di decidere noi. L'equilibrio lo trovammo mescolandoli con personaggi del tutto reali, all'interno del racconto. L'energia degli uni e la realtà degli altri. In parole povere, abbiamo usato la finzione per rendere empatica la realtà. Il lettore vive le vite dei personaggi al punto di viverne anche gli sconvolgimenti, i cambiamenti e le perdite. Abbiamo creato un documentario e l'abbiamo vestito da storia.
Se leggendolo vi emozionerete davvero... beh, il tempo impiegato e le pagine scritte saranno valse ogni singolo secondo, ogni singola parola... ogni singola linea. Sì, perché il comparto grafico non è stato da meno e presto vi racconterò dello splendido lavoro di Nicolò Fila e Sara Antonellini... di cui in parte avevo già scritto QUI.

Infine potete già prenotare il libro,in uscita tra 3 giorni, con lo SCONTO DEL 25% QUI.